Accordo Ue-Mercosur (momentaneamente) fermato: attesa per la pronuncia della Corte di Giustizia

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur è entrato in una fase particolarmente delicata del suo iter istituzionale.

Nel gennaio 2026 il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato la firma dell’accordo, frutto di oltre vent’anni di negoziati tra l’UE e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). 

 Si tratta di uno dei più ampi accordi commerciali mai negoziati dall’Unione. Tale decisione non conclude tuttavia il procedimento di ratifica, che richiede l’approvazione del Parlamento europeo.

Il 21 gennaio 2026, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con cui ha deciso di rinviare l’esame dell’accordo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, richiedendo un parere sulla compatibilità dell’accordo con i Trattati UE e sulle sue implicazioni giuridiche. In attesa della pronuncia della Corte, il processo di ratifica resta sospeso.

La risoluzione (TA-10-2026-0008 evidenzia specifiche criticità giuridiche, in particolare in relazione alla scissione dell’accordo in due strumenti distinti (accordo di partenariato e accordo interinale sugli scambi), che potrebbe incidere sull’equilibrio istituzionale e sul corretto coinvolgimento dei parlamenti nazionali. Ulteriori preoccupazioni riguardano il meccanismo di riequilibrio previsto dall’accordo interinale, che potrebbe limitare la capacità dell’Unione di adottare o mantenere normative in settori sensibili quali ambiente, sanità, sicurezza e tutela animale.

Il Parlamento ha inoltre rilevato possibili incompatibilità con principi fondamentali dell’ordinamento dell’Unione, tra cui il principio di precauzione, la leale cooperazione e l’equilibrio tra le istituzioni. Per tali ragioni, ha scelto di sospendere il proprio consenso fino alla pronuncia della Corte di Giustizia, che costituisce ora un passaggio giuridico imprescindibile.

Questo rinvio non equivale a una bocciatura definitiva dell’accordo: una volta acquisito il parere della Corte, il Parlamento potrebbe essere nuovamente chiamato a pronunciarsi sul testo.

Alla luce di tali sviluppi, permangono forti preoccupazioni per un accordo che rischia di incentivare modelli produttivi caratterizzati da standard di benessere animale inferiori a quelli europei, di favorire pratiche agricole e zootecniche con impatti ambientali significativi, inclusa la deforestazione, e di esporre produttori e cittadini europei a una concorrenza che non rispetta le medesime regole in materia di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente, calpestando uno dei pilastri del diritto europeo: il principio di precauzione, e benessere animale.

Il rinvio alla Corte di Giustizia apre una finestra temporale cruciale. In questa fase, la partecipazione e l’attenzione della società civile sono fondamentali per chiedere trasparenza, garanzie giuridiche vincolanti e una piena coerenza degli accordi commerciali dell’Unione con i valori, i principi e gli obiettivi sanciti dai Trattati europei.

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