Skip to content
Verso un’Europa senza pellicce

Verso un’Europa senza pellicce

L’Iniziativa dei Cittadini Europei “Fur Free Europenel 2022 ha raccolto oltre 1,5 milioni di firme per chiedere alla Commissione europea lo stop agli allevamenti di animali da pelliccia, nonché all’immissione sul mercato europeo di prodotti derivanti da tali pratiche. Nel dicembre 2023, la Commissione europea, tenuto conto dell’ampia volontà popolare dimostrata con l’ICE, ha commissionato all’EFSA un parere scientifico in merito.

L’agenzia si è pronunciata lo scorso luglio constatando inequivocabilmente l’insostenibilità dell’industria delle pellicce: l’attuale sistema di allevamento di visoni, volpi, cani procioni e cincillà non rispetta il benessere animale e nessun arricchimento ambientale o introduzione di nuovi parametri strutturali o gestionali può prevenire o mitigare tale condizione.

In preparazione della sua risposta ufficiale all’ICE – che dovrebbe arrivare entro la fine di marzo 2026 – la Commissione ha tenuto tre workshop con i rappresentanti dell’industria della pelliccia e successivamente si è rifiutata di fornire dettagli o verbali di tali workshop quando richiesto dai ricorrenti. L’industria ha presentato diversi documenti di “brainstorming pre-workshop” che hanno chiaramente definito l’ordine del giorno degli incontri.

Allo stesso tempo, la Commissione non ha preso atto della richiesta di un incontro con il Commissario per la Salute e il Benessere Animale Oliver Várhelyi avanzata da Eurogroup for Animals, per conto del Comitato dei Cittadini di Fur Free Europe.

Le azioni della Commissione europea rivelano un sistematico disprezzo per il parere scientifico dell’EFSA, che afferma chiaramente che in nessun caso il benessere degli animali negli allevamenti di animali da pelliccia può essere garantito. Un sondaggio tra le parti interessate, condotto dalla Commissione a novembre, si è limitato a elaborare scenari di prosecuzione degli allevamenti di animali da pelliccia, senza alcun riferimento al sondaggio dell’EFSA, pubblicato solo pochi mesi prima. 

Un gruppo di associazioni che si battono per la tutela dei diritti animali nell’Ue – Eurogroup for Animals, Four Paws e Respect for Animals – hanno presentato un ricorso al Mediatore europeo, per conto del Comitato dell’ICE Fur Free Europe chiedendo di valutare se la Commissione europea abbia agito in modo scorretto nei suoi scambi con l’industria della pelliccia in vista della sua risposta ufficiale all’ICE Fur Free Europe. I ricorrenti sostengono che, durante la fase di valutazione, la Commissione dovrebbe valutare tutti gli scenari politici, e non solo quelli che consentono la prosecuzione degli allevamenti di animali da pelliccia.

Il reclamo sostiene che la Commissione ha violato il principio di uguaglianza politica e di pari coinvolgimento delle parti interessate quando ha incontrato proattivamente i rappresentanti dell’industria della pelliccia, ignorando le richieste di incontri delle organizzazioni della società civile.

“Siamo estremamente preoccupati per l’imparzialità di questo scambio di informazioni, che privilegia gli interessi di pochi a discapito delle richieste di 1,5 milioni di cittadini che hanno chiaramente chiesto il divieto degli allevamenti di animali da pelliccia. Se la Commissione Europea non dovesse vietare gli allevamenti di animali da pelliccia, non solo contraddirebbe tutte le prove scientifiche, ma minerebbe anche il valore democratico stesso dell’ICE”, ha commentato Reineke Hameleers, CEO di Eurogroup for Animals.

Al fine di evidenziare quanto l’allevamento di animali destinati alla produzione di pellicce sia intrinsecamente associato a sofferenze rilevanti e inevitabili, 53 eurodeputati hanno inviato una lettera aperta al Commissario per la Salute e il Benessere Animale Olivér Várhelyi: tali pratiche comportano il confinamento di specie selvatiche in condizioni incompatibili con i loro comportamenti naturali, al solo fine di alimentare il settore della moda.

Nel quadro di questa iniziativa si è svolto a Roma, lo scorso 19 febbraio, l’evento organizzato da Humane world for animals, intitolato “L’insostenibilità economica dell’industria europea della pelliccia”.

All’incontro hanno partecipato gli eurodeputati Cristina Guarda, Carolina Morace e Brando Benifei, firmatari del Manifesto Vote for Animals.

Cristina Guarda ha ribadito l’urgenza di dare atto alla volontà dei cittadini europei e vietare l’allevamento di animali da pelliccia: “Costringere animali selvatici a vivere in gabbia per tutta la vita è eticamente inaccettabile e rappresenta anche un rischio per la salute pubblica. È necessario interrompere l’impiego di fondi pubblici a sostegno di un comparto in declino, dal quale stilisti e consumatori si stanno progressivamente allontanando”.

Condividi: