Benessere di cani e gatti: il Parlamento europeo approva in via definitiva il primo regolamento europeo
Il 28 aprile 2026 il Parlamento europeo ha tenuto il voto finale in plenaria sul regolamento relativo al benessere di cani e gatti e alla loro tracciabilità, chiudendo un iter legislativo storico a livello dell’Unione. Con questo voto, che conferma l’accordo raggiunto con gli Stati membri nel novembre 2025, il regolamento passa ora all’adozione formale e alla pubblicazione. Si compie così il percorso che avevamo raccontato in occasione dell’accordo informale tra i negoziatori di Parlamento e Consiglio, e si dà attuazione a uno dei 10 punti del Manifesto della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano”, dedicato alla lotta al randagismo e alla tutela degli animali da compagnia.
Per la prima volta l’UE introduce un quadro normativo comune per gli animali da compagnia, fissando standard minimi validi in tutti gli Stati membri, che restano liberi di adottare regole nazionali più severe. Finora cani e gatti erano disciplinati da sistemi nazionali frammentati, con standard di benessere disomogenei, lacune nei controlli e ampi margini di manovra per allevamenti illegali e traffici transfrontalieri.
Il regolamento stabilisce requisiti minimi di benessere per l’allevamento, la detenzione e la vendita di cani e gatti, insieme a un sistema di tracciabilità obbligatorio basato su banche dati nazionali, interconnesse tramite una banca dati indice a livello europeo che consentirà alle autorità di seguire gli spostamenti degli animali oltre confine. Anche le piattaforme online dovranno garantire la tracciabilità dei venditori.
Il cuore della riforma è un cambio di approccio: la tracciabilità diventa infrastruttura essenziale. Tutti i cani e i gatti immessi sul mercato europeo dovranno essere identificati, registrati e riconducibili a un allevatore e a un venditore, chiudendo le scappatoie storicamente sfruttate dagli operatori illegali.
Restano tuttavia lacune importanti. Alcune categorie di animali sono escluse dall’ambito di applicazione, tra cui i gatti presenti nelle aziende agricole e i cani impiegati da polizia, forze armate e autorità doganali: un’esclusione che solleva preoccupazioni in termini di effettività dei controlli e parità di protezione. Anche i tempi non saranno brevi: l’attuazione prevede periodi transitori da due a quindici anni, e molti dettagli saranno definiti solo con le future norme di attuazione, dalle quali dipenderà in larga misura l’efficacia concreta del regolamento.
Nel frattempo, sarà essenziale che gli Stati membri mantengano standard nazionali elevati e affrontino le sfide ancora aperte, a partire dalla sovrappopolazione alimentata da allevamento e detenzione irresponsabili, anche attraverso politiche efficaci di gestione delle popolazioni, sterilizzazione inclusa.
Con questo voto, il benessere degli animali da compagnia entra stabilmente nell’agenda europea: un punto di svolta verso un approccio più coordinato e responsabile, che le associazioni della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano” continueranno a monitorare nella delicata fase di attuazione.