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Allevamenti senza gabbie: agricoltori ed esperti confermano che la transizione cage-free è economicamente sostenibile

Allevamenti senza gabbie: agricoltori ed esperti confermano che la transizione cage-free è economicamente sostenibile

La transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie non è soltanto un imperativo etico a beneficio degli animali: è apprezzata dai consumatori, economicamente sostenibile e realizzabile su larga scala, a condizione che sia accompagnata da una legislazione europea adeguata e da un sostegno finanziario mirato. È questo il messaggio emerso da un evento ospitato al Parlamento europeo all’inizio di maggio 2026, organizzato da Compassion in World Farming ed Eurogroup for Animals, che ha riunito allevatori, decisori politici e associazioni per la protezione degli animali.

L’occasione è stata la presentazione di un nuovo rapporto dell’Institute for European Environmental Policy (IEEP), che conferma come l’abbandono dell’allevamento in gabbia sia possibile e indica le modalità con cui i governi possono accompagnare al meglio gli allevatori in questo percorso. Il rapporto ha evidenziato tre punti chiave:

  • la transizione dalle gabbie è possibile con il giusto sostegno agli investimenti;
  • i finanziamenti europei e nazionali esistenti devono essere indirizzati in modo più mirato alla transizione, perché questa avvenga su larga scala;
  • l’incertezza sul quadro legislativo europeo ha rappresentato finora un freno per gli allevatori intenzionati ad abbandonare le gabbie.

Intervenuto all’evento, il Commissario europeo per il benessere animale Olivér Várhelyi ha ribadito che la richiesta di un’agricoltura senza gabbie è “forte e chiara” e che la transizione “si può e si deve fare”, sottolineando l’importanza di un sostegno finanziario agli agricoltori e di proposte ambiziose per modernizzare la legislazione sul benessere animale, da applicare anche ai prodotti importati. Il Commissario ha confermato che il lavoro sulle proposte legislative, attese entro la fine dell’anno, è ancora in corso.

Il quadro attuale resta infatti critico. Nonostante l’impegno assunto dalla Commissione europea nel 2021 — in risposta all’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age” — le proposte legislative per l’eliminazione delle gabbie non sono ancora state presentate e 300 milioni di animali continuano a essere rinchiusi in gabbia ogni anno nell’UE. Allo stesso tempo, la Politica Agricola Comune continua a consentire che fondi pubblici vengano investiti in sistemi in gabbia, vincolando gli allevatori a modelli superati che ne ostacolano la riconversione.

A dare concretezza al dibattito sono stati gli stessi allevatori cage-free presenti all’evento, che hanno raccontato la transizione nella pratica e chiesto con forza standard equivalenti per le importazioni, a garanzia di una concorrenza leale. “Gli agricoltori sono disposti a investire in un maggiore benessere, ma la sola volontà non basta”, ha dichiarato Taru Antikainen, allevatrice di suini ed esperta di benessere suino: “La transizione cage-free richiede strumenti finanziari reali: sostegno agli investimenti, equa compensazione dei costi aggiuntivi e un quadro politico stabile che renda possibile la pianificazione a lungo termine”.

L’abolizione delle gabbie negli allevamenti è il primo dei 10 punti del Manifesto della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano”. Insieme a Eurogroup for Animals e Compassion in World Farming, chiediamo alla Commissione europea di presentare entro la fine dell’anno le proposte legislative per porre fine all’era delle gabbie, con un calendario chiaro per tutte le specie allevate, un sostegno finanziario dedicato agli allevatori e l’obbligo per i prodotti importati di rispettare standard equivalenti a quelli europei.

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