Riforma REACH: un’opportunità cruciale per far avanzare la scienza senza animali
La regolamentazione europea sulle sostanze chimiche è a un bivio: da un lato la necessità di mantenere gli storici standard di sicurezza, dall’altro l’urgenza di porre fine alla sperimentazione animale. Con la revisione del regolamento REACH ormai avviata, si decide quale sistema regolatorio l’Europa vuole costruire per i prossimi decenni.
Il REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) è da quasi vent’anni la spina dorsale della sicurezza chimica in Europa. Dalla sua entrata in vigore nel 2007, ha imposto alle imprese di assumersi la responsabilità dei rischi legati alle sostanze che producono e utilizzano, nei processi industriali come nei prodotti di uso quotidiano: detergenti, tessuti, elettronica. In quasi due decenni ha migliorato la trasparenza e rafforzato la protezione della salute umana e dell’ambiente. Ma è rimasto anche uno dei principali motori della sperimentazione animale in Europa, perché molti dei suoi requisiti di sicurezza dipendono ancora pesantemente dai test sugli animali.
Nonostante le incertezze su tempi e portata della riforma, una cosa è chiara: la modernizzazione del REACH deve procedere di pari passo con i progressi della scienza non animale, con l’impegno dell’UE — sancito dalla recente Roadmap per l’eliminazione dei test sugli animali nella valutazione della sicurezza chimica, di cui abbiamo parlato — e con le forti aspettative dei cittadini per una regolamentazione più etica ed efficace.
Le organizzazioni per la protezione degli animali, guidate da Eurogroup for Animals, hanno presentato una proposta strategica per modernizzare il REACH, articolata in quattro punti d’azione concreti per favorire l’adozione delle metodologie non animali e ottimizzare l’uso dei dati esistenti, sostituendo esperimenti ormai superati con metodi innovativi che offrono una protezione superiore per la salute umana e per l’ambiente.
La posta in gioco è alta. La direzione che prenderà la revisione del REACH plasmerà l’approccio europeo alla sicurezza chimica per i decenni a venire: non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di un momento decisivo che determinerà se l’UE continuerà ad affidarsi a pratiche radicate sviluppate decenni fa, o se abbraccerà le moderne soluzioni non animali per proteggere meglio cittadini, animali e ambiente.
In questa fase cruciale, le associazioni — incluse quelle della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano”, il cui Manifesto chiede espressamente la promozione dei metodi sostitutivi della sperimentazione animale — continueranno a lavorare con le istituzioni europee, le agenzie, gli Stati membri e la società civile, affinché il futuro della sicurezza chimica in Europa sia al tempo stesso eticamente responsabile e scientificamente fondato.