Accordo UE-Mercosur: nuove immagini dai feedlot sudamericani mostrano la dura realtà dietro l’intesa commerciale, mentre scatta l’applicazione transitoria
Mentre il processo di ratifica dell’accordo UE-Mercosur resta sospeso in attesa del parere della Corte di Giustizia dell’Unione europea — al quale il Parlamento europeo ha rinviato l’esame dell’intesa con la risoluzione del 21 gennaio 2026 — la parte commerciale dell’accordo ha iniziato ad applicarsi in via transitoria dal 1° maggio 2026, senza che il Parlamento europeo abbia ancora espresso il proprio consenso. Un’applicazione anticipata che solleva serie preoccupazioni democratiche e che rischia di consolidare, nei fatti, un modello produttivo incompatibile con gli standard europei di benessere animale.
A documentarlo arrivano ora nuove immagini video raccolte da Animal Welfare Foundation tra agosto 2025 e marzo 2026 in Uruguay, Argentina e Brasile, all’interno di feedlot autorizzati a esportare verso il mercato europeo. Questi tre Paesi figurano tra i principali fornitori di carne bovina dell’UE, e le importazioni sono destinate a crescere significativamente con la riduzione dei dazi prevista dall’accordo.
I feedlot sono sistemi intensivi di ingrasso in cui migliaia di bovini vengono confinati in recinti all’aperto e alimentati con diete innaturali ad alto contenuto energetico — principalmente cereali e soia — per accelerarne l’aumento di peso prima della macellazione. Le immagini mostrano condizioni di grave sofferenza: animali ansimanti per lo stress da caldo, recinti privi di ombra sufficiente e di acqua pulita, bovini costretti a stare in piedi o sdraiati nel fango e negli escrementi accumulati durante i mesi invernali, con conseguente aumento del rischio di malattie. Accanto ad animali gravemente sovrappeso, i filmati documentano anche casi di animali emaciati, zoppi, feriti, malati e persino morti all’interno delle mandrie.
“La carne proveniente da questi enormi feedlot a cielo aperto viene commercializzata come ‘carne di alta qualità’, ma ciò a cui abbiamo assistito racconta una storia ben diversa”, ha dichiarato Sabrina Gurtner, Project Manager di Animal Welfare Foundation: “Le condizioni sono profondamente angoscianti e sarebbero inaccettabili secondo il diritto dell’UE: migliaia di animali soffrono fino a 120 giorni prima della macellazione. Non si tratta di episodi isolati, ma di fallimenti sistemici che abbiamo documentato ripetutamente in tutta la regione. Importando questa carne, l’Europa mina i propri stessi valori”.
I numeri confermano la portata del problema: nel 2024 l’UE ha importato circa 393.000 tonnellate di carne bovina — pari a circa 2,9 milioni di animali — e la metà di queste importazioni proveniva proprio dai Paesi del Mercosur. Con la nuova quota di 99.000 tonnellate prevista dall’accordo, queste cifre sono destinate ad aumentare. A ciò si aggiunge l’impatto ambientale: i feedlot sono tra i principali motori della deforestazione in ecosistemi come l’Amazzonia e il Gran Chaco, con distruzione di habitat e perdita di biodiversità.
Queste condizioni, in diretta contraddizione con gli standard europei di benessere animale, penalizzano anche i produttori europei, esposti a una concorrenza che non rispetta le stesse regole. Come ha sottolineato Daniel Pérez Vega di Eurogroup for Animals, “i cittadini europei hanno chiaramente indicato di non volere che i propri consumi contribuiscano a pratiche produttive disumane e insostenibili, dentro e fuori i confini dell’UE. L’applicazione dell’accordo UE-Mercosur è un motivo in più, e urgente, perché l’UE modernizzi la propria legislazione sul benessere animale e ne garantisca l’applicazione anche ai prodotti importati”.
In attesa della pronuncia della Corte di Giustizia, l’applicazione transitoria dell’accordo rende ancora più urgente la vigilanza della società civile: le associazioni della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano” continueranno a chiedere trasparenza, garanzie giuridiche vincolanti e piena coerenza della politica commerciale europea con i valori e i principi sanciti dai Trattati.