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Maiali e maialini in un allevamento intensivo

Taglio della coda dei maialini: nei Paesi Bassi un giudice impone di applicare il divieto UE

È una pratica che il diritto europeo vieta dal 1991, ma che in diversi Paesi riguarda ancora quasi tutti i maialini: il taglio della coda. Il 13 ottobre 2026 il più alto giudice amministrativo dei Paesi Bassi ha stabilito che il divieto è chiaro e va applicato con le norme già in vigore, dando ragione all’associazione Varkens in Nood contro il ministero dell’Agricoltura.

Il taglio routinario della coda — nei Paesi Bassi praticato su circa il 99% dei maialini, di norma con un cauterizzatore e senza anestesia — è vietato dalla direttiva europea sulla protezione dei suini. L’amputazione è ammessa solo come ultima risorsa: piccoli di pochi giorni, lesioni già constatate su altri maiali, e soltanto dopo che gli interventi su ambiente e densità si siano rivelati inefficaci.

Per anni, però, il divieto è rimasto sulla carta. Il ministero aveva rifiutato di intervenire sostenendo prima che la filiera «non è pronta», poi che la norma sarebbe troppo vaga per accertare una violazione. Il giudice ha smontato entrambi gli argomenti: la norma è «sufficientemente chiara», le regole esistenti bastano per i controlli, e l’onere di provare l’eccezione spetta all’allevatore, non il contrario.

«Questa sentenza significa che d’ora in poi 21 milioni di maiali all’anno saranno protetti da una pratica inequivocabilmente illegale», ha commentato la direttrice di Varkens in Nood. Il ministero ha ora sei mesi per decidere di nuovo, verosimilmente dopo nuove ispezioni.

E riguarda anche l’Italia, dove vale la stessa direttiva: nel 2024 gli allevamenti che non tagliano la coda erano appena il 14% della produzione nazionale. Una sentenza olandese non vincola i giudici italiani, ma l’interpretazione di una norma europea comune da parte del giudice di ultima istanza di uno Stato membro è un argomento che pesa ovunque quella direttiva debba essere applicata.

Che le norme europee sul benessere non restino lettera morta, ma vengano fatte rispettare Stato per Stato, è esattamente ciò che la coalizione «Vote for Animals – Anche gli animali votano» chiede di monitorare.

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