Granchi, aragoste e gamberi: i grandi dimenticati del benessere animale europeo
Ogni anno innumerevoli granchi, aragoste, gamberi e altri crostacei vengono stipati vivi in contenitori e spediti in tutta Europa. Durante questi viaggi sono esposti a manipolazione brutale, schiacciamento, sovraffollamento, temperature estreme e lunghi periodi fuori dall’acqua. Per animali senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza, sono condizioni che causano una sofferenza grave e del tutto evitabile. Eppure, a oggi, i crostacei decapodi restano tra i grandi dimenticati della legislazione europea sul benessere animale.
La senzienza dei decapodi — aragoste, gamberi, granchi — è ormai ampiamente riconosciuta dalla comunità scientifica, ed è stata confermata anche dall’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Nonostante ciò, nell’UE non esiste alcuna legislazione o iniziativa politica per proteggerne il benessere. Questi animali non sono tutelati dalle norme sulla macellazione e vengono routinariamente sottoposti a metodi di uccisione che sarebbero considerati del tutto inaccettabili per un vertebrato: i crostacei decapodi sono tipicamente asfissiati e, in alcuni casi, bolliti vivi. Durante la bollitura, aragoste e granchi si dibattono, tentano di fuggire e perdono gli arti — un noto segnale di stress. Può volerci fino a tre minuti perché un’aragosta perda conoscenza nell’acqua bollente.
Anche il trasporto espone i decapodi a molteplici fonti di stress: temperature inadeguate e fluttuanti, scarsa qualità dell’acqua, imballaggi inappropriati, sovraffollamento, esposizione all’aria, vibrazioni, rumore e manipolazione. Ne derivano lesioni, disturbi fisiologici e immunitari, alti livelli di mortalità durante il viaggio e nella fase di recupero a destinazione. A rendere il quadro ancora più opaco è l’assenza di dati: non esiste alcuna statistica su quanti crostacei vengano trasportati vivi né su quanti sopravvivano al viaggio.
Qualcosa, però, si muove. La proposta di revisione del Regolamento europeo sui trasporti presentata dalla Commissione include per la prima volta gli animali acquatici — pesci, cefalopodi come i polpi e decapodi come granchi e aragoste — nel proprio ambito di applicazione. Un apposito allegato riconosce che gli animali acquatici hanno esigenze di benessere specifiche, che devono essere protette dalla legge. È un riconoscimento importante, che ora il Parlamento europeo e il Consiglio hanno l’occasione di rafforzare con requisiti specifici e applicabili. Diversi Paesi — tra cui Norvegia, Svizzera, Italia e Nuova Zelanda — hanno già introdotto requisiti di buone pratiche al momento della macellazione, e nel Regno Unito la senzienza dei decapodi è stata riconosciuta per legge.
Le richieste delle associazioni per la protezione degli animali sono chiare: stordimento obbligatorio prima della macellazione, fine del trasporto di animali vivi a favore del trasporto di carne e carcasse, divieto delle mutilazioni su animali vivi. È in questa direzione che guarda anche il Manifesto della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano”, che chiede un’estensione della tutela del benessere a tutte le specie, comprese quelle troppo a lungo trascurate.