Nel mese di febbraio, sono state inviate al Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli Animali, Olivér Várhelyi, due lettere sottoscritte da circa 30 ONG che si occupano della tutela dei diritti animali in Europa, con l’obiettivo di spingere la Commissione europea a intervenire e impedire la continuazione di pratiche illegali per il diritto europeo, suscettibili di provocare una seria violazione del benessere degli animali coinvolti: il taglio della coda dei suini e il trasporto di vitelli non svezzati senza possibilità di nutrirsi dall’Irlanda alla Francia.
Il taglio della coda dei suini: una pratica abituale negli allevamenti europei
Il taglio della coda è una pratica che viene compiuta nei primi giorni di vita dei suinetti per impedire loro di sfogare la frustrazione e la noia, dovuti agli spazi angusti e insalubri in cui sono detenuti, mordendo la coda del loro vicino, con il rischio di provocare malattie e infezioni.
Nonostante siano passati ormai 31 anni dall’entrata in vigore delle norme europee che vietano il compimento di tale pratica e che richiedono la fornitura di arricchimenti ambientali adeguati, si constata una sua scarsa applicazione nella quasi totalità degli Stati membri. Nel 2021, la Commissione ha affermato che «il taglio della coda dei suini è un’attività di routine in 26 dei 28 Stati membri e circa 150 milioni di suini all’anno – cifra calcolata pre-Brexit – sono soggetti a questa pratica».
Inoltre, in molti allevamenti, i suini non ricevono arricchimenti efficaci, bensì, vengono semplicemente forniti loro catene di metallo e/o alcuni oggetti di plastica.
L’EFSA (European Food Safety Authority) ha emesso un parere scientifico nel 2022 sul benessere dei suini, nel quale ha concluso che il taglio della coda «non è necessario se le pratiche di allevamento e la gestione sono appropriate” e ha raccomandato che “il taglio della coda non dovrebbe essere eseguito». L’EFSA ha identificato i seguenti fattori come importanti per prevenire la morsicatura della coda: la fornitura di materiali di arricchimento come la paglia, una maggiore disponibilità di spazio e bassi livelli di ammoniaca.
Una relazione tecnica preparata per l’EFSA ha sottolineato proprio che «una coda riccioluta intatta può essere l’indicatore di benessere animale più importante per i suini svezzati, in crescita e da finissaggio (a livello di allevamento). Inoltre, è indice di una gestione di alta qualità e di rispetto per l’integrità del suino».
La Commissione ha adottato diverse misure per spingere gli Stati membri a conformarsi alla legislazione europea, come la Raccomandazione del 2016 e l’obbligo per gli Stati membri di produrre piani d’azione. Tuttavia, nonostante ciò, la conformità e l’applicazione nella maggior parte degli Stati membri sono scarse.
La Commissione ha un chiaro mandato legale per garantire l’applicazione del diritto dell’Ue e il perdurare di questa situazione di non conformità rischia di minare la credibilità degli standard giuridici dell’Unione e il ruolo della Commissione nel sostenerli: se il diritto dell’Ue fosse applicato, decine di milioni di maiali verrebbero risparmiati dal dolore del taglio della coda. Data la persistente incapacità di alcuni Stati membri di adottare misure significative, nella lettera inviata il 17 febbraio, le ONG firmatarie sostengono la necessità che la Commissione avvii procedure di infrazione contro gli Stati che violano il divieto del taglio della coda del suino come attività di routine. La continua inazione potrebbe creare un precedente preoccupante per l’applicazione della legislazione sul benessere degli animali in tutta l’Ue.
Il trasporto illegale di vitelli non svezzati dall’Irlanda alla Francia
Nella lettera inviata il 25 febbraio, le Associazioni firmatarie invitano con urgenza la Commissione a impedire il perpetrarsi del trasporto illegale di vitelli non svezzati dall’Irlanda alla Francia. Nella sua relazione di audit del 22 dicembre 2023, la Commissione aveva dichiarato che, a suo avviso, il trasporto di vitelli non svezzati dall’Irlanda alla Francia avveniva in violazione del diritto dell’Ue, in particolare del Regolamento 1/2005 sulla tutela degli animali durante il trasporto. La Commissione interpreta il Regolamento come se richiedesse che i vitelli non svezzati debbano essere nutriti durante la lunga traversata in mare con traghetto. Nonostante la relazione di audit della Commissione, l’Irlanda continua a esportare un gran numero di vitelli non svezzati senza alcuna fornitura di cibo durante il trasporto.
I vitelli esportati dall’Irlanda possono rimanere su un camion per circa 5-9 ore, prima che il traghetto lasci l’Irlanda: questo tempo include il carico dei vitelli sul camion, il viaggio verso il porto e l’attesa al porto prima che il camion venga caricato sul traghetto. In alcuni casi i camion arrivano al porto quattro ore prima della partenza del traghetto.
Il viaggio in traghetto per Cherbourg, in Francia, dura 18 ore ed è necessaria almeno un’altra ora e mezzo, in alcuni casi di più, per raggiungere il posto di controllo per lo scarico e prima che tutti i vitelli vengano nutriti.
In totale, i vitelli di solito restano 27 ore, o in alcuni casi molto di più, senza nutrimento tra l’ultimo pasto prima del carico all’inizio del viaggio e la ricezione del cibo al posto di controllo in Francia.
Le Associazioni firmatarie avvertono il Commissario Várhelyi che, in seguito alla continua inerzia della Commissione di fronte a un’evidente violazione del diritto dell’Ue, non esiteranno ad adire il Mediatore europeo e a segnalare il caso di cattiva amministrazione: date le gravi implicazioni per il benessere di circa 200.000 vitelli non svezzati ogni anno, l’urgenza di questa situazione non può essere rimandata.