Scambio di opinioni con il Commissario Várhelyi: qual è lo stato di avanzamento dei lavori in Commissione?

Lo scorso giovedì 13 marzo, l’Intergruppo sul Benessere e la Conservazione degli Animali ha accolto il Commissario Olivér Várhelyi per uno scambio di vedute sull’avanzamento dei lavori della Commissione al fine dell’adozione di una nuova normativa sul benessere animale. La scorsa Commissione aveva promesso la presentazione di una nuova proposta di riforma della disciplina entro la fine del 2023, senza però riuscire nel proprio intento.

Várhelyi ha precisato che il 2025 sarà l’anno del dialogo con tutti i soggetti portatori di un interesse nel settore oggetto della annunciata riforma, incluse le organizzazioni che si occupano di tutela degli animali, gli agricoltori e le aziende alimentari, in modo da comprendere al meglio le esigenze in gioco e adottare una nuova normativa in grado di assicurare un’idonea tutela alle parti coinvolte. 

A partire dal 2026, la Commissione inizierà a formulare alcune proposte per i nuovi Regolamenti sul benessere animale.

Al momento, in seno al Parlamento europeo e al Consiglio, si sta discutendo su due proposte legislative: la riforma della disciplina sul trasporto di animali all’interno del territorio dell’Unione europea e l’adozione del nuovo regolamento su cani e gatti, che sarà la prima normativa europea in materia.

Al di là delle proposte che saranno presentate a partire dal 2026, Várhelyi sostiene che la Commissione si adopererà per un generale miglioramento del benessere animale nell’Unione, nella cornice della nuova Visione sull’Agricoltura, una tabella di marcia ambiziosa sul futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione in Europa, che getta le basi per un sistema agroalimentare attrattivo, competitivo, resiliente, orientato al futuro ed equo per le generazioni attuali e future di agricoltori e operatori agroalimentari.

Nel corso del 2025, la Commissione proporrà un pacchetto globale di semplificazione del quadro legislativo agricolo attuale, unitamente a una strategia europea volta a sostenere la transizione verso un’agricoltura pronta per il digitale.

Várhelyi riconosce l’ampio successo ottenuto ormai 7 anni fa dall’Iniziativa dei Cittadini Europei “End The Cage Age”: nel giugno 2021, la Commissione si è impegnata a proporre una legge per mettere fine gradualmente all’uso delle gabbie negli allevamenti entro il 2027, dando concreta attuazione all’esigenza della società civile di ripensare le modalità di allevamento nell’Ue.

Oltre 1,4 milioni di cittadine e cittadini europei hanno manifestato l’urgenza di una transizione verso un sistema di allevamento cage-free per gli oltre 300 milioni di animali ogni anno costretti alla gabbia; tuttavia Várhelyi ricorda che la strategia della Commissione sarà di adottare una proposta di Regolamento per ogni specie animale coinvolta e non una proposta per una normativa generica applicabile a tutte le specie animali oggi allevate in gabbia, tenendo conto delle diverse esigenze e necessità etologiche delle specie animali coinvolte.

Per quanto riguarda l’ICE Fur Free Europe, la Commissione ha chiesto un parere scientifico a EFSA – l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare –  che sarà fornito nei prossimi mesi. In seguito, si valuteranno le conseguenze socio economiche e le varie alternative proposte da EFSA: solo in quel momento, la Commissione si attiverà per la concreta attuazione dell’Iniziativa.

Il Commissario riconosce l’importanza e l’urgenza di giungere a formulare nuove proposte di riforma della disciplina europea sul benessere animale, tuttavia, allo stesso tempo, ricorda che sarebbe cruciale anche assicurare una concreta attuazione delle normative che sono già esistenti nell’ordinamento giuridico europeo, ma che non sono state ancora rese effettive in pratica. Mentre lavorare su nuove proposte garantisce un miglioramento della legislazione europea nel futuro, assicurare la concreta attuazione della normativa già esistente permette di agire nel presente, cercando di individuare e porre fine a tutte quelle situazioni di mancato rispetto del diritto dell’Ue: molti dei casi di violazione della normativa europea che hanno scioccato l’opinione pubblica non si sarebbero verificati se fossero state rispettate le normative già esistenti, come la pratica del taglio della coda dei suini, che formalmente è vietata da oltre 20 anni, ma che rappresenta ancora una consuetudine in molti Stati membri.

La Vicepresidente dell’Intergruppo Annalisa Corrado è intervenuta all’incontro, manifestando la soddisfazione dell’intero consesso per il nuovo inserimento della dicitura “Benessere Animale” nel titolo del Commissario: è evidente la centralità che la tutela dei diritti animali deve rivestire nell’Unione europea nel corso di questo mandato. Tuttavia, Corrado manifesta le sue perplessità sull’effettiva attuazione del diritto dell’Unione europea nel settore del benessere animale e si chiede come la Commissione possa riuscire a garantire un adeguato monitoraggio sulla corretta applicazione della normativa già esistente. Várhelyi fa presente di aver discusso della questione con i Ministri dell’Agricoltura dei vari Paesi Membri che ha già incontrato e hanno tutti convenuto la necessità di valutare insieme quale sia la strategia migliore.

Un’altra sfida che la Commissione si pone è quella di combattere la resistenza antimicrobica. L’Unione europea deve attivarsi per evitare questo problema, tuttavia ai fini della competitività, c’è bisogno che sia garantita la reciprocità riguardo gli standard di benessere animale e salute con i Paesi terzi: è necessario vietare l’importazione di prodotti realizzati con metodi proibiti per evitare che gli sforzi effettuati per un migliore benessere animale vengano in concreto vanificati.

L’incontro con Olivér Várhelyi ha confermato lo stato ancora embrionale dei lavori della nuova Commissione per un miglioramento della disciplina del benessere animale, con le riforme che vedranno la luce razionalmente negli ultimi anni del mandato.
Le Associazioni che si occupano di tutelare i diritti degli animali continueranno a monitorare assiduamente i progressi svolti dalle Istituzioni, assicurandosi che il benessere e la tutela degli animali siano sempre al centro del dialogo politico e delle future normative.

Condividi: