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PAC, un nuovo report chiede di destinare il 20% dei sussidi alle proteine vegetali

PAC, un nuovo report chiede di destinare il 20% dei sussidi alle proteine vegetali

Mentre a Bruxelles entrano nel vivo le discussioni sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post-2027, un nuovo report di Food Forward Europe (FFE) propone una svolta concreta: riallocare almeno il 20% dei sussidi della PAC oggi assorbiti da allevamenti e mangimi verso le proteine vegetali destinate al consumo umano diretto. Una richiesta fiscalmente neutrale e politicamente realistica, che punta a rendere il sistema alimentare europeo più resiliente, più sano e meno dipendente dalle importazioni, e che tocca due dei 10 punti del Manifesto della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano”: la transizione verso un’alimentazione vegetale e la revisione della PAC a sostegno della riconversione delle aziende zootecniche.

Il report — intitolato “Future-Proofing the CAP: Rebalancing EU Subsidies Toward Plant-Based Production” — offre una valutazione giuridica e di policy del modo in cui la PAC plasma i sistemi alimentari, mettendo in luce un disallineamento tra la spesa pubblica e gli obiettivi europei in materia di clima, ambiente, benessere animale e sicurezza alimentare. Tra i contributori e revisori del documento figura anche Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law Italia — l’associazione che coordina la campagna “Vote for Animals” — e responsabile della strategia UE di Food Forward Europe.

Una PAC sbilanciata: oltre l’80% dei fondi alla zootecnia

Con un budget di circa 378 miliardi di euro per il periodo 2021–2027, la PAC è uno dei più grandi programmi di spesa pubblica dell’Unione europea. La sua architettura, però, è fortemente squilibrata: oltre l’80% dei sussidi finisce, direttamente o indirettamente, agli allevamenti. Circa il 38% sostiene direttamente la zootecnia, mentre un ulteriore 44% finanzia la produzione di mangimi e altri input destinati agli animali. Le colture pensate per le persone — legumi, proteaginose, fonti proteiche vegetali — ricevono invece una quota molto limitata.

Il risultato è un modello che lascia l’Europa fortemente dipendente dall’esterno: il 94% della soia utilizzata nell’UE è importata, spesso da aree colpite da deforestazione; due terzi dei cereali europei finiscono nei mangimi; circa il 70% della superficie agricola è legato in qualche modo alla zootecnia.

60 miliardi per la transizione proteica, senza nuova spesa pubblica

La riallocazione del 20% proposta da FFE corrisponde a circa 60 miliardi di euro in sette anni — ossia 8,5 miliardi all’anno. Non si tratta di nuova spesa, ma dello spostamento di risorse pubbliche già stanziate verso obiettivi più coerenti con le sfide ambientali, sanitarie e geopolitiche che l’Europa ha davanti. Il documento delinea una transizione graduale: almeno il 5% riallocato entro il 2030, almeno il 10% entro il 2032 e il 20% entro la fine del prossimo periodo di programmazione. A questa misura cardine si affiancano sei azioni complementari, dalla creazione di una linea di bilancio dedicata alle proteine vegetali per il consumo umano al sostegno alle aziende che vogliono diversificare la produzione e ridurre la dipendenza dalla soia importata.

Il report sottolinea anche l’esistenza di rischi giuridici e di una crescente esposizione a contenziosi per l’attuale impianto dei sussidi, e ricorda che la domanda dei consumatori sta già cambiando. Tra i benefici attesi: maggiore autonomia proteica per l’Unione, minore dipendenza dai mercati internazionali, riduzione delle emissioni — oggi la zootecnia pesa per una quota molto elevata delle emissioni agricole UE — e nuove opportunità economiche per gli agricoltori che intendono cambiare modello produttivo. Un punto resta cruciale: la riforma deve riguardare le proteine destinate direttamente alle persone, non quelle che, pur vegetali, continuano a finire nei mangimi.

La riforma della PAC post-2027 si sta scrivendo in queste settimane: è l’occasione per scegliere se continuare a finanziare un sistema che produce vulnerabilità — climatica, sanitaria, geopolitica — oppure iniziare a costruire un’agricoltura più diversificata, più sovrana e più sostenibile. Le associazioni della coalizione “Vote for Animals – Anche gli animali votano” continueranno a seguire da vicino il negoziato europeo.

Il report completo e l’executive summary sono disponibili sul sito di Food Forward Europe.

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