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Pecore stipate nel cassone di un camion per il trasporto di animali vivi

Trasporto di animali vivi: la revisione del regolamento europeo si arena in Parlamento

Ogni anno miliardi di animali attraversano l’Europa — e i confini dell’Unione — stipati su camion e navi, esposti a caldo, freddo, sete, sovraffollamento e viaggi che durano giorni. Le regole che dovrebbero proteggerli, il regolamento (CE) n. 1/2005, sono ferme da vent’anni: la revisione avviata dalla Commissione nel 2023 è la prima in oltre vent’anni, e la prima vera occasione per riscrivere norme che la scienza e le inchieste hanno reso obsolete.

Quell’occasione, però, rischia di andare sprecata. La proposta è ora all’esame del Parlamento europeo, nelle commissioni Agricoltura (AGRI) e Trasporti (TRAN), dove giacciono oltre 3.000 emendamenti ancora da votare. Alcuni eurodeputati stanno deliberatamente rallentando i lavori, e diversi emendamenti presentati rischiano di peggiorare le condizioni rispetto alle regole in vigore, anziché migliorarle.

Il 24 giugno 2026, a Bruxelles, le organizzazioni per la protezione degli animali hanno lanciato una lettera aperta per chiedere agli eurodeputati di mettere il benessere animale al centro della riforma. Le richieste sono precise e tecniche: misure specifiche per ogni specie e categoria su limiti di temperatura, durata massima dei viaggi, trasporto degli animali più vulnerabili e spazio disponibile a bordo.

C’è poi una richiesta che va alla radice del problema: accorciare le filiere e sostituire il trasporto di animali vivi con il trasporto di carne, carcasse e materiale genetico, così che gli animali non debbano più affrontare quei viaggi. È la direzione che permetterebbe di ridurre la sofferenza senza penalizzare gli allevatori.

Reineke Hameleers, direttrice di Eurogroup for Animals, non usa giri di parole: gli eurodeputati che bloccano i progressi «dovrebbero cambiare posizione ed essere chiamati a risponderne». Il trasporto di animali vivi, ricorda la coalizione, resta da quarantacinque anni uno dei nodi irrisolti più gravi del diritto europeo sul benessere animale.

È esattamente questo tipo di scelte che la coalizione «Vote for Animals – Anche gli animali votano» chiede di monitorare: come voterà ciascun eurodeputato quando la riforma arriverà in aula dirà, meglio di qualunque dichiarazione, da che parte sta davvero.

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