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Gabbie di acquacoltura galleggianti in mare aperto

Pesci, gamberi e crostacei: la Vision 2040 della Commissione apre uno spiraglio per gli animali acquatici

Per anni sono stati i grandi assenti del dibattito europeo sul benessere animale: i pesci, i gamberi, i crostacei e gli altri animali allevati sott’acqua, miliardi di individui di cui la legge si è occupata pochissimo. Ora la Vision for Fisheries and Aquaculture towards 2040, la nuova visione della Commissione europea su pesca e acquacoltura, li nomina esplicitamente — e per le associazioni è il primo appiglio concreto su cui costruire.

Il documento si impegna a «sviluppare ulteriormente il quadro europeo per il benessere degli animali acquatici allevati in tutte le fasi della produzione», e riconosce che standard elevati di benessere sono una condizione necessaria per un’acquacoltura davvero sostenibile. È un cambio di tono importante rispetto al passato, quando il benessere di questi animali semplicemente non entrava nei testi.

Il riconoscimento, però, non è ancora un impegno. Mancano le due cose che contano di più: una scadenza precisa e la promessa di una legislazione vincolante. Peggio, la visione nel suo complesso punta a espandere il settore dell’acquacoltura, e un’ulteriore crescita dell’allevamento intensivo di specie carnivore aumenterebbe la domanda di farina e olio di pesce, scaricando nuova pressione sugli stock ittici selvatici e sugli ecosistemi marini.

Resta poi un vuoto scientifico. I pareri che l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dovrà aggiornare entro la metà del 2029 — su salmone atlantico, trota iridea, carpa, spigola e orata — coprono soltanto la fase principale dell’allevamento dei pesci: restano fuori la riproduzione, le prime fasi di vita, il trasporto e la macellazione, e restano del tutto esclusi gli invertebrati come gamberi e aragoste. Proprio i crostacei decapodi, la cui senzienza è ormai riconosciuta dalla comunità scientifica, continuano a non avere alcuna tutela.

Che la richiesta venga dal basso lo dicono anche i cittadini: in un sondaggio condotto in nove Paesi europei, il 91% delle persone chiede per i pesci una protezione pari o superiore a quella degli altri animali allevati. «Il riconoscimento non basta — avverte Alexandre Cottier Pérez di Compassion in World Farming —, l’UE deve impegnarsi con una legge a proteggere il benessere degli animali acquatici allevati».

È la stessa direzione indicata dal Manifesto della coalizione «Vote for Animals – Anche gli animali votano», che chiede di estendere la tutela del benessere a tutte le specie, comprese quelle troppo a lungo dimenticate. La Vision 2040 apre uno spiraglio: spetta ora al Parlamento e alla Commissione trasformarlo in regole.

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