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Un lupo grigio nel sottobosco di una foresta europea

Lupo: l’UE ne ha abbassato la protezione, ma non sui dati scientifici

Negli ultimi mesi il regime di protezione del lupo in Europa è cambiato. Il 6 dicembre 2024 il Comitato della Convenzione di Berna ha spostato la specie da «rigorosamente protetta» a «protetta»; la direttiva (UE) 2025/1237 del 17 giugno 2025 ha poi trasferito il lupo dall’allegato IV all’allegato V della direttiva Habitat. In Italia il recepimento, per delega, è atteso nelle prossime settimane.

Il punto che pesa di più è però un altro: il declassamento non è stato deciso sui dati. Nel percorso dalla proposta della Commissione alla direttiva non è intervenuta alcuna revisione scientifica dello stato di conservazione della specie. La stessa IUCN ha osservato che lo stesso rapporto citato nel 2023 per opporsi al declassamento veniva ora usato per giustificarlo, in assenza di mutamenti nelle popolazioni, e ha chiesto di dare priorità alla scienza rispetto alle pressioni politiche.

Il declassamento apre la porta a piani regionali di prelievo, ma — è bene dirlo — non impone nulla: resta una facoltà, non un obbligo, e le zone speciali di conservazione restano. A spingere non sono i numeri, ma una narrazione: episodi isolati — un cane predato a Camaiore, diventato sui giornali un’aggressione mai avvenuta, i morsi reali ma rari di Noicattaro — usati per dimostrare un’emergenza che non c’è.

Sul piano interno la spinta va nella stessa direzione. Il disegno di legge sulla caccia approvato dal Senato il 23 giugno 2026 declassa il parere dell’ISPRA da vincolante a consultivo, riducendo il vincolo tecnico-scientifico a favore della discrezionalità gestionale. Non a caso la Commissione europea ha già inviato una lettera monitoria sulla compatibilità del testo con il diritto dell’Unione.

Quando una decisione europea sulla fauna si allontana dalla scienza, monitorare chi l’ha presa — e come i governi la recepiscono — è il lavoro della coalizione «Vote for Animals – Anche gli animali votano». Il lupo è il banco di prova di un principio semplice: le politiche sugli animali si fondano sui dati, non sulla paura.

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